Intervista a Stefano “Lupo” Galifi, storico cantante dei Museo Rosenbach

Dialogo con uno dei più importanti protagonisti della stagione d'oro del progressive italiano.

3 Risposte

  1. enico ha detto:

    Barbarica è un disco eccellente, perfettamente collocato nella realtà e, al contempo, fedelmente progressive italiano, come solo il Museo e qualcun altro seppero fare. E’ un capolavoro di equilibrio: in continuità con Zarathustra, pur suonando completamente nuovo.
    Volendo trovare una pecca, la produzione: chitarre troppo “impastate” in un “muro del suono” alla Phil Spector, dal quale persino le tastiere a tratti faticano ad emergere.

  2. aldo ha detto:

    Grandissimo album..grazie museo dalla Svizzera .Aldo

  3. Valter Ruschioni ha detto:

    Per me il Museo Rosenbach dei piccoli gruppi (uno fino tre lavori (dischi)) sono espetaculare “Zarathustra” e qual cosa di affascinante è senza dùbbio il migliore gruppo fra tutti in quel època dei anni 70, e adesso il nuovo lavoro “Barbarica” e altro lavoro meraviglioso. Mille grazie a tutti voi!!!
    Sono italo brasiliano, scusi qualche errore di italiano!!!

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